Analisi di un anno di fiere nel mondo
A maggio, con la PLMA di Amsterdam, si è chiuso il calendario fieristico internazionale b2b di Le Ferre per l’annata 2025/2026. Com’è andata e cosa ha significato questo lungo viaggio intorno al mondo, lo abbiamo chiesto a Federica Colangelo, business developer di Le Ferre.

In una stagione olearia abbiamo viaggiato tra Est e Ovest del mondo nel chiaro intento di individuare nuovi canali commerciali oltre i confini nazionali.
Progettualità che richiede un’accurata e diretta conoscenza del Paese prescelto, le sue dinamiche relazionali e la costruzione di un modo di proporre il proprio prodotto in armonia con tradizioni e abitudini locali, senza forzature. Perchè le mode passano in fretta -come le “vendite spot”, gli “shottini di olio” o come i deliri di “colonizzazione” dei mercati dettati più da schizofreniche valutazioni, che da ponderate e pazienti analisi. D’altronde, uno degli insegnamenti cardine del mondo oleario è:
crescere vuol dire anche avere pazienza.
Federica Colangelo nell’azienda olearia Le Ferre si occupa di sviluppo dei mercati, in particolare esteri, con un prezioso contributo alla direzione commerciale coordinata da Luca Esposito.
Federica, qual è nel 2026 il principale vantaggio nel partecipare a una fiera?
Le fiere si dimostrano sempre un’ottima occasione per ricercare nuovi clienti, consolidare le relazioni esistenti; sono un’opportunità per “abbattere” la distanza fisica che spesso ci separa dai nostri clienti più lontani.
Cosa porti personalmente “a casa” da questi viaggi di lavoro?
Per prima cosa, le relazioni: amo le relazioni professionali e umane che si creano, costruiscono o si consolidano nel tempo. E poi, visitare un Paese mi permette di confrontarmi da vicino con i clienti, vivere usi e costumi del Paese che ci ospita. E’ un bagaglio prezioso che condivido con tutto il team al rientro.
Descriviamo in poche battuta ciascuna delle principali esposizioni interazionali a cui hai partecipato per Le Ferre in quest’ultimo anno.
PLMA – Amsterdam: Incentrata su incontri veloci ed esclusivamente business.
TUTTOFOOD – Milano: Forte respiro internazionale, contatti di qualità e buyers realmente interessati ai prodotti.
MARCA – Bologna: Breve ma intensa; incontri rapidi ma di qualità.
FHC – Shanghai: Piacevole sorpresa, abbiamo riscontrato grande entusiasmo verso i nostri prodotti in un Mercato per noi nuovo.
Cosa richiede un buyer asiatico rispetto a uno europeo?
Attenzione ai dettagli, ogni aspetto della vendita deve essere curato nei minimi aspetti. Nella fase di valutazione sono molto riflessivi e prima di concludere un accordo commerciale i tempi spesso sono molto lunghi. Inoltre prestano tanta attenzione a determinati valori chimici dell’evo come polifenoli, acidità, oleocantale. Mostrano grande, approfondito interesse per ogni aspetto del processo produttivo e la storia dell’azienda.
Quale il mercato in maggior crescita?
Corea del Sud senza dubbio, negli ultimi 5 anni ha registrato importanti trend di crescita.

Nelle fiere in quest’ultimo anno si sono visti flussi di buyers diversi rispetto al passato?
La presenza dei buyers alle fiere risente molto del contesto internazionale che viviamo; negli ultimi anni stiamo assistendo a così tanti e continui cambiamenti che prima di una fiera risulta sempre difficile fare una previsione di chi ci sarà.
Le vicende internazionali (dalla guerra in Ucraina, al conflitto in Iran, i dazi in USA) quanto e come stanno influenzando il mercato internazionale? Ci sono battute di arresto, rallentamenti o semplicemente cambia il modo di lavorare e ci si adegua serenamente?
Le vicende internazionali hanno sempre un impatto sul business direttamente o indirettamente, ovvio che ci sono settori che vengono maggiormente colpiti e altri meno in funzione dei legami con i Paesi coinvolti. Ciò che personalmente registro è che ogni volta che si verifica un evento importante, come può essere l’introduzione di nuovi dazi o l’inizio di una guerra, c’è un primo momento di stallo in cui giustamente tutti gli operatori cercano di capire quali potranno essere le conseguenze immediate ma una volta appurati gli aspetti critici si cerca sempre di trovare una soluzione per poter proseguire il lavoro. In questa fase è importante dialogare con i clienti e comprendere le loro esigenze.

Internazionalizzare non è solo “fare un viaggio”. Cosa serve per affrontare un percorso di internazionalizzazione davvero efficace.
Ci vuole tanto studio e preparazione: vendere all’esterno richiede la conoscenza delle normative del Paese in cui si decide di vendere che includono eventuali registrazioni presso la dogana, certificati che devono accompagnare la documentazione commerciale, etichette conformi alle normative del Paese di destinazione e tanti altri aspetti che sono prerequisiti fondamentali per vendere. Bisogna avere consapevolezza di dove si sta vendendo e avere rispetto di come ogni Paese si approccia alle relazioni commerciali. Penso che uno dei nostri punti di forza sia la capacità di essere flessibili e di saperci velocemente adattare a tutte le nuove richieste, offrendo sempre soluzioni conformi e “su misura” per il cliente.

Olio Evo vs Aromatizzati: quale Paese sceglie cosa?
Io partirei dicendo che l’interesse verso l’Olio Extravergine d’Oliva è sempre centrale e vivo più che mai in ogni Paese in cui lavoriamo e questo è un aspetto molto importante per chi, come noi, crede tanto nella divulgazione di cosa significhi fare un buon olio extravergine d’oliva e si fa promotore delle sue eccellenti qualità. Sto riscontrando negli ultimi anni con piacere che c’è maggiore richiesta dei Monovarietali e di alcune varietà tipiche pugliesi come Coratina e Peranzana, conosciute anche oltre oceano. Ottimo riscontro sta avendo anche l’I.G.P. Olio di Puglia, referenza che ci rende orgogliosi essendo stati tra i primi a credere in questa referenza. I condimenti Aromatizzati rappresentano talvolta la chiave che ci permette di entrare in alcuni mercati che risultano saturi, grazie al nostro vastissimo assortimento, ne produciamo ormai 40. Ci sono gusti come Tartufo, Peperoncino, Limone che sono “best seller” un po’ ovunque. Ogni Paese predilige specifici gusti in base alle proprie abitudini di consumo. Tra i nuovi inseriti i condimenti aromatizzati al Jalapeno e Habanero assieme all’Aglio Nero e al Sedano stanno ottenendo un ottimo riscontro.
Cosa di Le Ferre fa la differenza nel mondo e su cosa invece bisogna lavorare di più o meglio?
Il nostro ampio assortimento a catalogo ci consente di poter interloquire con diverse tipologie di clienti (dall’Horeca al Retail passando per servizi di personalizzazione a 360°): offriamo le soluzioni più adatte alle esigenze di ciascuno e mettiamo a disposizione tutte le nostre competenze. Ci contraddistingue l’essere curiosi, il desiderio di captare nuovi trend di mercato, il ricercare soluzioni migliorative in tutti i processi; sono leve molto importanti per la crescita. Siamo ben consapevoli che fare un prodotto di qualità non è più sufficiente per avere successo. Bisogna lavorare di più nell’intercettare i bisogni inespressi dei clienti, offrendo proposte nuove ma che siano sempre coerenti con la nostra identità. E tutto questo non ci spaventa affatto, anzi ci stimola tanto.
E difatti la valigia è già pronta. Ottobre 2026, destinazione Sial: si torna a Parigi per una delle fiere food più stimolanti del vecchio continente.
