TRUTTULA’

Un tributo alla Puglia e a valori profondi e sinceri da condividere nella convivialità della tavola. Truttulà è un contenitore in ceramica interamente lavorato e dipinto a mano, che contiene l’olio extravergine d’oliva Multivarietale © Le Ferre.

NOTE ORGANOLETTICHE

Extravergine di grande equilibrio. Fruttato leggero, sentori di mandorla al palato, lievi note amare, piacevole piccante sul finale, il Multivarietale garantisce armonia all’assaggio e stabilità in cottura.

IN CUCINA

Ideale in molteplici preparazioni gastronomiche, sia per condire a tavola sia in cucina quale base di cottura, dà gusto nel suo inconfondibile equilibrio.

Truttulà è contenitore in ceramica realizzato e dipinto a mano in tre diverse combinazioni di colore e quattro varianti monocromatiche. Si compone di due parti: contenitore dotato di tappo versatore (tranne il formato 0,10 L) e coperchio decorativo. Truttulà è confezionato in singola scatola di cartone colorata e decorata.

truttulà

Multicolor

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Multicolor

truttulà

Multicolor

truttulà

Monocolor

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Monocolor

truttulà

Monocolor

truttulà

Monocolor

Come una trottola ruota leggera e gioiosa, così cibi e sapori si
uniscono con fantasia e brio. La tavola e la cucina sono i luoghi
dell’armonia, dove questa gioia prende forma. Truttulà è un
originale contenitore in ceramica dalla forma giocosa,
interamente lavorato e dipinto a mano, che contiene e porta in
tavola il nostro prezioso olio extravergine d’oliva.

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U’ strummle

La trottola

Ci sono giochi che affondano le loro origini nella storia, nella geografia, nell’antropologia ed altri nella scienza, in quella innata passione dell’uomo di curiosare e cercare risposte per tutto, come al moto perpetuo. Sarà per questo che la trottola (u’ strummle, lo chiamavano in dialetto a Castellaneta) è un giocattolo che si è fatto subito amare, dall’antica Grecia, ovunque nel mondo.

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Il trullo

La costruzione tipica

Ci sono luoghi in cui l’arguzia dell’uomo contadino ha creato opere d’arte, la cui semplicità strizza l’occhio al mistero. E’ stato così per i “trulli” ad Alberobello: case con il tetto a cono rovesciato, costruite a secco per il ricovero nei campi, decorate con simboli sacri o pagani come in riti propiziatori. Ricoveri semplici, facili da distruggere e poi ricostruire. Eppure dal XIV sec d.C. sono ancora lì.